In sintesi

Un agente AI non risponde a una domanda: compie azioni, con i permessi che gli dai. Il progetto OpenClaw riporta 1.799 segnalazioni di sicurezza da gennaio 2026 e 14 vulnerabilità critiche confermate e corrette; anche NemoClaw di NVIDIA ha avuto una CVE nel server di inferenza. Un audit di Trail of Bits ha mostrato che i permessi possono cambiare mentre l'agente lavora. Per una PMI la domanda non è quale tool sia più sicuro, ma chi decide cosa l'agente può toccare e chi può fermarlo.

Punti chiave

  • Un agente AI esegue azioni (file, browser, API) con i permessi ricevuti: il rischio è nel perimetro, non nella risposta.
  • OpenClaw riporta 1.799 segnalazioni da gennaio 2026, di cui 722 corrette e pubblicate e 14 critiche confermate e corrette (dati del progetto).
  • NemoClaw, la versione curata da NVIDIA, ha avuto la CVE-2026-65105: server di inferenza raggiungibile senza autenticazione nelle versioni fino alla 0.0.25.
  • L'audit di Trail of Bits ha rilevato che un permesso revocato a metà lavoro poteva restare attivo fino alla fine di quella esecuzione.
  • Secondo la Cloud Security Alliance, il 58% monitora gli agenti ma solo il 37% può fermarne uno quando qualcosa va storto.

Un assistente AI risponde. Un agente AI fa. Apre file, naviga, scrive a nome tuo, chiama sistemi aziendali. La differenza sembra tecnica. Per chi guida un’azienda è di responsabilità.

Nelle ultime settimane se ne parla molto, dopo il keynote NVIDIA su OpenClaw e NemoClaw. La conversazione si concentra su quale tool sia più sicuro. Guardiamo cosa dicono le fonti, perché la risposta cambia la domanda.

Cosa mostrano i dati di sicurezza

Il progetto OpenClaw pubblica i numeri sulla propria pagina sicurezza. Sono dati dichiarati dal progetto, e li citiamo come tali:

  • 1.799 segnalazioni ricevute da gennaio 2026 (non tutte confermate: il 58% è chiuso come non valido, duplicato o previsto dal design).
  • 722 problemi corretti e pubblicati, 39 con una CVE.
  • 14 critici confermati, tutti corretti e resi noti.

La versione curata da NVIDIA non è immune: la CVE-2026-65105 descrive un server di inferenza di NemoClaw raggiungibile senza autenticazione nelle versioni fino alla 0.0.25.

Nessuno di questi dati dice “evita questi strumenti”. Dicono una cosa più utile: la sicurezza è un processo, e i tool più curati hanno comunque bisogno di chi li governa.

Il caso più istruttivo: i permessi cambiano mentre l’agente lavora

Dall’audit condotto con Trail of Bits, pubblicato il 21 settembre, un esempio vale più di molte pagine di policy. Se l’accesso alla memoria era attivo all’inizio di un’esecuzione e l’operatore lo disattivava a metà, l’esecuzione poteva continuare a leggere la memoria fino alla fine.

Tradotto per un titolare: avevi revocato un permesso, ma l’agente che stava già lavorando non lo sapeva. Il progetto ha corretto il problema. La lezione resta: un permesso non è una decisione presa una volta, è una condizione da verificare per tutto il tempo in cui l’agente agisce.

Il rischio non è che l’agente risponda male. È che faccia, con permessi che nessuno ha deciso.

Il divario che conta per una PMI

Secondo la Cloud Security Alliance, citata da TechTarget, circa il 58% delle organizzazioni dichiara di monitorare i propri agenti, ma solo il 37% può fermarne uno quando qualcosa va storto. Guardare non è fermare.

NVIDIA lo dice nella sua pagina sulla sicurezza degli agenti: prompt e framework influenzano ciò che un agente tenta di fare, i controlli durante l’esecuzione fanno rispettare ciò che gli è permesso fare. I controlli ci sono. Qualcuno deve aver deciso i confini.

Le quattro domande da fare in azienda

  • Quali agenti e strumenti che agiscono da soli, con accesso a dati o sistemi sono già attivi? (Non solo quelli approvati: vedi lo shadow AI.)
  • A quali file, account e sistemi può accedere ciascuno?
  • Chi può fermarlo, e in quanto tempo?
  • Chi ha deciso questi permessi, e quando li rivede?

Errori comuni

  • Dare all’agente gli stessi accessi dell’utente “per comodità”.
  • Scegliere lo strumento in base alla demo e non ai permessi.
  • Monitorare i log senza avere nessuno con il potere di spegnere.
  • Considerare il permesso una decisione una tantum.

Cosa fare questa settimana

  1. Fai l’elenco di agenti e assistenti con accesso a file o sistemi.
  2. Per ciascuno, scrivi il permesso minimo che serve davvero.
  3. Indica una persona che può fermarlo e come.
  4. Mettiti una data di revisione, mensile all’inizio.

Il quadro delle regole che si applicano a chi usa l’AI è nell’articolo su AI Act e rinvio, e la parte di responsabilità dell’ente nel pezzo sul D.Lgs. 160/2026. Per capire dove sei oggi, parti dalil diagnostico PMI; per costruire il sistema, c’è il percorso Per Aziende.

Domande frequenti

Un agente AI è più rischioso di ChatGPT?

Sì, in un senso preciso: un assistente risponde, un agente agisce. Con accesso a file, browser e sistemi aziendali, un errore o un'istruzione malevola può produrre azioni reali prima che qualcuno se ne accorga.

Usare uno strumento 'enterprise' o più sicuro risolve il problema?

Lo riduce, non lo elimina. NVIDIA stessa distingue tra ciò che un agente tenta di fare e ciò che gli è permesso fare: i controlli durante l'esecuzione servono a far rispettare i confini, ma qualcuno deve averli definiti.

Da dove comincia una PMI?

Da tre cose: un elenco degli agenti e degli strumenti che agiscono da soli, un permesso minimo per ciascuno, e una persona con la possibilità concreta di fermarli.

Fonti

  1. OpenClaw — Security (segnalazioni, advisory e CVE; dati del progetto)
  2. OpenClaw Blog — Audit di sicurezza con Trail of Bits (21 settembre 2026)
  3. NIST NVD — CVE-2026-65105, NVIDIA NemoClaw
  4. TechTarget — The OpenClaw security risks every CISO needs to know (17 giugno 2026)
  5. NVIDIA — Open Agent Safety Platform

Ultimo aggiornamento:

Articoli correlati

Come scegliere una consulenza AI per la tua PMI: 5 domande da fare prima di firmare Cinque domande per capire se una consulenza AI ti lascia un sistema che funziona o un elenco di strumenti. Dal punto di vista di chi paga, non di chi vende. Prima di comprare un altro tool AI, scrivi chi usa cosa in azienda Il primo atto di governance AI non è una policy. È un registro di una pagina: quali strumenti, chi li usa, con quali dati. Come farlo in una settimana, senza punizioni. AI Act, il rinvio ha toccato solo l'alto rischio. Alfabetizzazione, trasparenza e sanzioni sono già operative Il Digital Omnibus ha spostato al 2027-2028 solo i sistemi ad alto rischio. Cosa resta valido dal 2 agosto 2026 per una PMI che usa l'AI, e perché compilare un registro non è governare.

Next Step

Leggere non basta se il sistema resta uguale.

Se questo articolo tocca un attrito reale, il passo utile non è consumare altro contenuto: è capire dove perdi tempo, controllo o margine oggi.

Fai il diagnostico PMI → Vedi il percorso Per Aziende →